Il giardino all’italiana e il ninfeo tra ‘600 e ‘700
La prima rappresentazione del giardino si trova nell’affresco della sala dei Castelli di Palazzo La Marmora, in cui si vede un giardino all’italiana diviso in tre aree: due spazi pianeggianti con parterre delimitati da siepi, ed una terza area che si sviluppa lungo la scarpata a partire dalla terrazza protesa verso il vuoto, che costituisce la sommità della grotta.
Nell’ultimo decennio del ‘600 vengono realizzati alcuni dei muraglioni delle attuali rampe.
Un intervento ancora più significativo avviene nel 1715 con la realizzazione del ninfeo descritto nei registri contabili dell’epoca come una “Prospettiva Teatrale composta di tre Loggie, due Rampe, d’altretante scalinate, d’un Grotesco a tre arcate con Terassa distesa avanti detto Grotesco. Detta machina è posta in fondo del Giardino di Delitia”.
Nello stesso anno, anche l’area pianeggiante del giardino viene ripensata con lavori di livellamento, l’aggiunta di decorazioni e vasi ornamentali e persino la costruzione di una fornace per la realizzazione di questi ultimi.
Il giardino all’inglese
I disegni di fine ‘700 realizzati dal misuratore Giovanni Battista Maggia mostrano ancora un giardino all’italiana caratterizzato da geometrie ordinate e siepi ben definite.
Nel 1865 Tommaso Ferrero della Marmora incaricò l’ingegnere Gavosto di svolgere una ricognizione in tutta la proprietà e, dal resoconto, emerge che il giardino ha assunto l’aspetto tipico del giardino all’inglese con prati dalle forme irregolari, percorsi curvilinei e alberi di alto fusto. Gavosto descrive la parte superiore come “un ampio e grandioso giardino inglese” e quella che oggi noi chiamiamo la serra come “un magnifico porticato a colonne binate provvisto delle opportune ferramenta […] “, mentre per la parte inferiore del giardino scrive “ripa pittoresca frastagliata da molti viali discesa alla sottoposta grotta con giochi d’acqua” dove nella “grotta con giochi d’acqua” possiamo certamente riconoscere il ninfeo.
Da fine ‘800 ad oggi
Da quando il giardino ha assunto il suo aspetto “all’inglese” Tommaso e Maria Luisa Ferrero della Marmora prima, e Mario Mori Ubaldini degli Alberti ed Enrichetta Ferrero della Marmora poi, si sono dedicati alla cura degli spazi verdi, sostituendo le piante cadute e introducendone di nuove.
Dopo la guerra Seconda guerra mondiale, però, tutto cambiò. Guglielmo e Marilina, sposati nel 1945, avviarono un modo più informale di vivere il giardino: le fioriture vennero gradualmente ridotte, alcuni degli alberi ad alto fusto caddero, mentre i più rappresentativi diventarono sempre più maestosi.
Negli anni ’80 Francesco e Silvia, attuali proprietari guidati da una comune passione, decisero di dare nuova vita alle aiuole trasformandole in spazi dedicati esclusivamente alle piante perenni.











